Visualizzazione post con etichetta coppie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coppie. Mostra tutti i post

martedì 3 maggio 2011

Non ce la faccio più


L'immagine di Atlante sintetizza l'esperienza di alcuni partner dopo anni di convivenza.
Sposi affaticati dal tempo.

Si sentono pressati dalle responsabilità oppure disillusi ma obbligati a sopportare pesi più grandi di loro,

Di fronte a loro molti giovani pensano che in fondo è molto più semplice rimanere single, oppure "frequentarsi" - slang italiano che sintetizza bene il living apart togheter (vivere insieme separatamente) degli studiosi.

Nascerà anche dall'esempio degli altri il continuo rimando delle scelte delle nuove generazioni.

Eppure vivere insieme è possibile.
Sono in tanti a dimostrarlo.
Esempi silenziosi e gioiosi di vita insieme che mantengono una semplice promessa:
"Voglio essere con te"
«É una promessa reale di essere con l'altro, da rinnovare e rielaborare di continuo poiché ognuno è vivo e quindi cambia».
Lo scrive una psicoterapeuta, Elisabetta Baldo, che con l'Ac di Roma abbiamo incontrato qualche tempo fa
Dalla lettura del suo "Non ce la faccio più" raccolgo queste tre parole:


  • Concretezza: perché l'esperienza di coppia riguarda due persone reali con tutti i loro problemi i loro difetti e tutte le loro ricchezze

  • Singolarità: perché parla di una relazione tra un Io ed un Tu in ricerca continua di sé

  • Apertura: perché nella coppia c'è un gioco continuo di presenza e di assenza
Andrea Casavecchia

martedì 21 dicembre 2010

Un doppio si

"La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo" Mt. 1, 18.

"Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria" Lc . 1, 26-27.

La lettura di questi due brani nell'avvicinarci al Natale mi hanno fatto riflettere sulla ricchezza della "promessa" che si scambiano un uomo e una donna.

Dio non fa da solo, rispetta la sua promessa, trasformando una nostra promessa: quella umanissima promessa tra un uomo e una donna.

Infondo nel suo progetto contempla il coinvolgimento da protagonisti di entrambi.
Sia a Maria sia a Giuseppe è chiesto di confermare la loro promessa, di mantenere il loro sogno di sposarsi e di diventare mamma e papà.

Il Padre realizza la sua promessa di salvezza ottenendo un doppio Si.
Un Si di coppia: individuale e comune allo stesso tempo.
Chi è sposato sa che è un evento eccezionale, perché costa fatica, frizioni, pazienza, confronto...
E poi a Lui ne sarebbe bastato uno solo, ma ne ha chiesti due.
E quel doppio crea la relazione feconda a cui affidare il seme della Salvezza.

Buon Natale!

Andrea
Parrocchia di Resurrezione


venerdì 12 novembre 2010

Crisi di coppia

«Per quanto ci si senta appassionatamente rivolti a chi si ama, l'amore non si realizza nel vuoto ma nel tempo, cioè nelle condizioni di trasformazione, di passaggio e di perdita materiale che gli anni, le fatiche, le consumazioni fisiche e psichiche innevitabilmente comportano».
Penso che dietro queste parole di Giovanni Casoli, scritte su "Matrimonio. Verità di una scelta", si possa scorgere una delle sfide a cui gli sposi sono chiamati a rispondere oggi.

Se n'è anche parlato durante l'incontro Adultinsieme, dell'Ac di Roma, quando i due relatori, don Giuseppe Redemagni, parroco a Corviale, e Marco Guzzi, scrittore e poeta, in modo diverso hanno sottolineato da una parte la grave crisi dell'istituzione matrimoniale. "Sono sempre di meno le persone che si sposano a Roma"; dall'altra parte l'esigenza di risignificare il matrimonio.

La sfida oggi è lì. Non riguarda la famiglia in generale, infondo guardando le statistiche, le famiglie si moltiplicano.
La sfida gira attorno alla coppia: incarnare l'amore nel tempo, nella storia con le fatiche e le contraddizioni... Infondo si tratta di seguire le orme di Gesù.
Viviamo in un tempo profetico, ci diceva Guzzi. I coniugi non hanno più il paravento della tradizione, né dei ruoli predeterminati.
I coniugi vivono la crisi di coppia come crisi di senso.
Chi risponde alla vocazione sponsale si "compromette nella storia", cercando di non farsi rinchiudere nei legami vecchi. Gli sposi hanno bisogno di tornare sempre otri nuovi, solo rinnovandosi continuamente in una relazione di amore che, se lasciata fecondare da Gesù, non sarà mai stantia, sarà sempre "vino nuovo".
Andrea
Parrocchia di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

giovedì 21 ottobre 2010

Degli sposi rigenerati

È veramente originale incontrare degli sposi rigenerati.
Gente che conosci da tempo, con loro sei cresciuto e hai condiviso esperienze, e parte di un cammino di fede, hai notato le loro gioie e hai potuto intercettare le loro sofferenze.

Poi li rincontri dopo qualche tempo, stanchi e felici, con due bambini che li chiamano mamma e papà. E vedi come due belle persone si trasformano in due persone luminose.

Hanno rischiato, mescolando le carte della loro routine quotidiana, iniziando un percorso lungo ed incerto, come quello per tutte le coppie che vogliono adottare.
Hanno sopportato lunghezze burocratiche, colloqui con psicologi e assistenti sociali che giustamente mettono alla prova per testare, se quella coppia potrà veramente essere accogliente e paziente. Sono partiti per mesi, vivendo in un altro Paese, con altre tradizioni, con una diversa cultura. Hanno sostenuto le spese di un viaggio senza alcun contributo economico (a parte le possibili deduzioni fiscali, che naturalmente sono a posteriori).
E hanno incontrato due bellissimi bambini che hanno voluto conoscerli fino in fondo, spremendoli fino all’osso. Anche loro volevano capire se potevano fidarsi di quegli adulti sconosciuti. Pur sapendo che quella coppia davanti a loro era l'ultima spiaggia, perché ad una certa età i bambini non li vogliono in molti. Solo gli italiani sono disponibili, mi ha detto uno dei nuovi genitori.
E così sono stato anche orgoglioso del mio Paese, altro che celebrazioni per i 150 anni della breccia di Porta Pia . Un buco lo sanno fare tutti.
Imparare a donarsi agli altri, iniziare una vita di coppia nuova con due bimbi da educare e da amare è veramente una impresa che fa la storia.






lunedì 27 settembre 2010

da Marte e da Venere

L'inizio del libro di Jhon Gray darebbe un buon motivo per non leggerlo, presuntuoso e superbo l'autore nelle prime pagine promette la ricetta miracolosa per una vita insieme senza problemi.
Ora io mi chiedo, ma la risposta la so già, se esistano ricette miracolose o coppie senza problemi. Facendomi coraggio, dopo un primo desiderio di abbandonare la lettura, scopro piacevolmente che l'autore lascia l'eccessivo entusiasmo di apertura per elencare una serie di azioni e reazioni stereotipate che sono proprie dell'uomo o della donna dove haimè mi ci sono ritrovata pienamente.

Da una parte sollevata dal fatto che non sono una casalinga depressa visto che i miei momenti bui e le mie routinarie lamentazioni su mio marito e sul nostro rapporto sono comuni a molti, dall'altra un pò delusa dall'idea che l'alchimia di due persone con le milioni di variabili che possono intervenire in ogni singola storia d'amore, tornino, banalmente smitizzate al calzino sporco rigirato o meno di lui, alle paturnie logorroiche di lei a quanto pare comuni alle coppie di tutto il mondo.

Come in ogni libro ognuno può fare suo ciò che crede buono e congruente con la sua storia e il suo progetto di vita insieme, prendo i buoni consigli e lascio ad altri le ricette miracolose.
Luisiana
Parrocchia Resurrezione di nostro Singore Gesù Cristo

lunedì 17 maggio 2010

Ac con la famiglia

Il percorso assembleare dell'Ac di Roma è ormai avviato.
Nelle parrocchie iniziamo a confrontarci sul nostro futuro: nuove responsabilità, alcune conferme, come servire meglio la nostra comunità parrocchiale...
Nello schema del documento diocesano, che si trova qui sono evidenziati 3 obiettivi che riguardano direttamente la famiglia.

Li postiamo seguiti da domande con l'intenzione di raccolgiere nuove indicazioni per migliorare quel che c'è e chiarirci le idee con nuovi suggerimenti e approfondimenti.

1) Sostenere la genitorialità nella sfida educiativa
Oggi la nostra associazione è un sostegno alle responsabilità educative familiari? Come possiamo migliorare e far crescere i rapporti tra i diversi responsabili educativi ed i genitori?

2) Sostenere la relazione matrimoniale come educazione continua alla fede
Vorremmo approfondire il senso del sacramento matrimoniale e la sua specifica vocazione. Gli sposi sono chiamati ad educarsi reciprocamente alla fede.
Le porposte associative li stimolano a crescere nella consapevolezza della loro scelta o i nostri percorsi sono schiacciati sulla dimensione individuale?


3) Promuovere una maggiore attenzione pastorale all'accoglienza delle famiglie nella comunità cristiana e nelle iniziative associative
Ci proponiamo di attivare la nostra fantasia per riuscire a coinvolgere di più. Le famiglie spesso rimangono ai margini della pastorale sia per i problemi legati allo stress dei tempi di vita e di lavoro, sia per poca attenzione nelle attività pastorali ed associative alle loro esigenze. Come dovrebbero essere spazi pastorali a "dimensione di famiglia"?

mercoledì 21 ottobre 2009

Non c'è tempo


Spesso si parla di liturgia del pannolino. É un modo di dire per intendere il tempo ricavato dalla preghiera delle coppie con bimbi. Quelle continuamente prese dai mille impegni, affaticate dalla stress giornaliero, quelle che, ad un certo punto, si fermano e dicono:
- Ci piacerebbe fare...
... Ma non c'è tempo!

A questa riflessione il poeta e critico letterario, Giovanni Casoli, nell'incontro di apertura dell'anno associativo 2009-2010 degli adulti di Ac di Roma, nel quale sono state presentate le varie attività del settore, risponde:
- Sai se vivrai tra 5 minuti?
Ecco la scusa di non aver tempo è una scusa da bambini.
Il tempo dei cristiani è quello del Risorto, si confronta con l'Eternità. Quindi è vero: il non c'è tempo è una scusa.
Però occorre saper discernere per qualificare il nostro tempo. Penso sia illuminante la citazione di Casoli di T. Eliot in Quattro quartetti, con la quale il nostro relatore a concluso l'intervento: "Comprendere il punto di intersezione del senza tempo col tempo è un'occupazione da santi".
Occorre saper riconoscere l'incontro tra il tempo che scorre e l'evento che arricchisce, infondo come ha saputo fare Zaccheo, che nascosto dalle fronde del Sicomoro ascolta le parole di Gesù:
- Zaccheo scendi presto, perché oggi devo femarmi a casa tua" (Lc. 19,5).
Lui "Lo accolse con gioia". Ecco accettare un ospite inatteso nella propria casa, magari in disordine, magari senza sapere cosa c'è in frigo, magari quando c'è da accompagnare in piscina i bimbi, beh, non è comodo. Ma è santo.

Andrea
Commissione Famiglie AC di Roma

L'immagine è presa da http://www.galassiaarte.it/Images/Dipinti/alessandra_de_pasquale/L'albero%20di%20Zaccheo.jpg