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domenica 14 ottobre 2012

La Chiesa bella

"Una gioia sobria" ci ha detto Benedetto XVI nella serata dell'11 ottobre con parole, che gli sgorgavano dal cuore.

Abbiamo vissuto una bella festa: la preghiera, la fiaccolata, i canti, la memoria dello splendido discorso alla Luna di Giovanni XXIII

Per La chiesa bella del Concilio mi sono ritorvato lì,
nella piazza con tanti amici, con mia moglie, i miei figli e i miei genitori. Loro avevano già vissuto la fiaccolata di 50 anni fa per l'apertura del Concilio.
I miei figli potranno vivere le celebrazioni del centenario, pensavo, speravo.
Quel giorno, come i miei genitori l'altra sera, potranno dire:
"Io c'ero"
Così scorre la fede tra le generazioni,
anche questa è la Chiesa bella.

Andrea Casavecchia
Parrocchia Resurrezione NSGC


giovedì 7 giugno 2012

Nel cuore della Chiesa da famiglia

«Nel cuore della Chiesa. È così che ci siamo sentiti. E questa sensazione, al di là di tutti i contenuti, la porteremo sempre con noi».
«Un’esperienza bellissima» riassume Maria, ripensando, e commuovendosi ancora, «all’emozione di trovarsi insieme alle famiglie di tutto il mondo: i contenuti nelle varie lingue, la partecipazione di tutti, gli applausi che scandivano le frasi».

Riportiamo una risposta tratta dall'intervista su RomaSette di Paolo e Maria che con altre famiglie di Ac della parrocchia di S. Barnaba hanno partecipato all'Incontro mondiale delle Famiglie.




L'immagine è presa da qui

martedì 14 giugno 2011

Un tempo per amare

Qualche tempo fa ho incontrato Lorenzo.
Mi ha invitato a casa sua per una chiacchierata.
Propongo qui alcuni brani di un suo articolo:

"La vita corre tra le dita.
Le settimane, i mesi, gli anni passano alla velocità di un lampo.
Un giorno ci ritroviamo sulla soglia della vecchiaia.
Arriviamo poi all'improvviso, alla fine della nostra strada.

Avrò avuto il tempo di ringraziare il Signore per essermi stato accanto ogni giorno con i benefici della sua paternità?

Avrò avuto il tempo di dire all'essere meraviglioso che ha condiviso la mia vita quanto l'amo, e di ringraziarla per tutta la felicità che mi ha portato, per la famiglia che mi ha dato, per tutti quei meravigliosi ricordi che ci siamo costruiti giorno dopo giorno, per aver saputo condividere sofferenze e gioie lungo tutta la nostra vita insieme?
Avrò avuto il tempo di farle capire che me la sento sempre presente, anche se per l'Alzheimer non mi parla più, non cammina più con me, e solo i suoi occhi teneramente mi fanno percepire l'affetto che ha ancora per me?

Avrò avuto il tempo di dire ai miei tre figli che sono il più bel regalo che la vita mi abbia dato?
...
Avrò avuto tempo di dire ai miei sette nipoti che sono il raggio di sole della mia vecchiaia? Di dire tutto l'amore che ho in fondo al mio cuore per loro, e quanto sono perziosi per me?
...
Avrò avuto tempo di dire ai tanti parenti ed amici, sparsi un po' dovunque, quanto la loro vicinanza è stata preziosa per me?
Fino a che punto sono loro riconoscente per essermi stati premurosametne vicini in ogni tappa della mia vita? E sdoprattutto fino a che punto apprezzo la prerogativa di essere loro parente o amico?
...
Avrò tempo di dire all'Azione Cattolica tutta la mia riconoscenza per aver dato un significato e un valore alla mia vita, e che mi dà la possibilità di vivere una esistenza ancora intensa e impegnata?

Troverò tempo?
Non è mai troppo trardi per trovare tempo!"
di Lorenzo Daniele

Georges Bernanos scriveva sul suo "Diario di un curato di campagna" che l'inferno è non amare.
Riconoscere l'amore nella propria vita è riconoscere un seme di Paradiso nel mondo.

Andrea Casavecchia

lunedì 7 febbraio 2011

Famiglia educa alla vita

«È proprio la bellezza e la forza dell’amore a dare pienezza di senso alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con riconoscenza alle tante famiglie che accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche, accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori che, con grande pazienza, accompagnano i figli adolescenti nella crescita umana e spirituale e li orientano con profonda tenerezza verso ciò che è giusto e buono. Ci piace sottolineare il contributo di quei nonni che, con abnegazione, si affiancano alle nuove generazioni educandole alla sapienza e aiutandole a discernere, alla luce della loro esperienza, ciò che conta davvero».

Troviamo queste parole nel Messaggio dei nostri Vescovi per la 33à giornata nazionale per la vita.

Ci sentiamo spesso soli.
Ci dicono che la solitudine è una delle malattie delle nostre società occidentali.
Si parla spesso di famiglie sofferenti e di famiglie in crisi.

Si dimentica altrettanto spesso di come la famiglia possa essere la culla delle relazioni umane, il luogo unico dove ognuno di noi impara ad incontrare l'altro ed impara ad essere sé stesso, il luogo dove impariamo a donarci e a riceverci in dono.

A partire da questa convinzione come Ac di Roma dedichiamo domenica 20 febbraio un incontro per metterci al servizio con e per le famiglie.
Una giornata rivolta a coppie sposate, a coppie di fidanzati e a persone che sono interessate ad una pastorale per le famiglie


Andrea Casavecchia
Vice-presidente
Settore Adulti di Roma

Immagine tratta da http://www.lacasasullaroccia.it/wp-content/uploads/2010/12/klimt_albero-della-vita.jpg

lunedì 17 maggio 2010

Ac con la famiglia

Il percorso assembleare dell'Ac di Roma è ormai avviato.
Nelle parrocchie iniziamo a confrontarci sul nostro futuro: nuove responsabilità, alcune conferme, come servire meglio la nostra comunità parrocchiale...
Nello schema del documento diocesano, che si trova qui sono evidenziati 3 obiettivi che riguardano direttamente la famiglia.

Li postiamo seguiti da domande con l'intenzione di raccolgiere nuove indicazioni per migliorare quel che c'è e chiarirci le idee con nuovi suggerimenti e approfondimenti.

1) Sostenere la genitorialità nella sfida educiativa
Oggi la nostra associazione è un sostegno alle responsabilità educative familiari? Come possiamo migliorare e far crescere i rapporti tra i diversi responsabili educativi ed i genitori?

2) Sostenere la relazione matrimoniale come educazione continua alla fede
Vorremmo approfondire il senso del sacramento matrimoniale e la sua specifica vocazione. Gli sposi sono chiamati ad educarsi reciprocamente alla fede.
Le porposte associative li stimolano a crescere nella consapevolezza della loro scelta o i nostri percorsi sono schiacciati sulla dimensione individuale?


3) Promuovere una maggiore attenzione pastorale all'accoglienza delle famiglie nella comunità cristiana e nelle iniziative associative
Ci proponiamo di attivare la nostra fantasia per riuscire a coinvolgere di più. Le famiglie spesso rimangono ai margini della pastorale sia per i problemi legati allo stress dei tempi di vita e di lavoro, sia per poca attenzione nelle attività pastorali ed associative alle loro esigenze. Come dovrebbero essere spazi pastorali a "dimensione di famiglia"?

mercoledì 2 dicembre 2009

Sterilità feconda: un cammino di grazia




“Signore perché proprio a noi?” Questa è la domanda che scaturisce dal cuore dei coniugi che si trovano a dover affrontare il problema della sterilità. “Dove sono i figli che Dio vuole donarci?” In una società in cui il figlio è un diritto, la sterilità diventa un male incurabile…Marco Griffini (genitore adottivo e fondatore insieme con la moglie Irene Bertuzzi di Ai.Bi., Associazione Amici dei Bambini, di cui è ancora oggi presidente) in questo testo rivoluziona il pensiero comune e ci apre gli occhi per farci vedere in modo del tutto diverso la sterilità. A partire dal racconto di storie di vita vissuta e da riflessioni su alcuni personaggi biblici (Sara, Rachele, Anna), l’autore ci guida alla riscoperta della sterilità che diventa fecondità attraverso la Grazia.
Infatti, soltanto quando gli sposi si rendono conto che è proprio attraverso il dono della sterilità che sono chiamati a vivere la loro fecondità, la sterilità diventa Grazia, e i coniugi si sentono chiamati da Dio a collaborare alla realizzazione della creazione attraverso l’adozione. Le coppie sterili sono chiamate ad accogliere la vita di chi, essendo già nato, sta sperando di rinascere a nuova vita per diventare finalmente un figlio amato, per essere salvato dall’abbandono. Attraverso l’adozione si riesce a vivere una diversa forma di fecondità che sfocia nell’accoglienza di un bambino destinato dalla Provvidenza "proprio a noi".

Daniela

venerdì 20 novembre 2009

Casa fACendo


Sono tanti gli stimoli che rimangono dopo l'incontro nazionale del 14 e 15 novembre dedicato alla Famiglia dell'AC.
C'è la casa di Pietro scoperchiata dagli amici del paralitico che vogliono portarlo da Gesù (Mc 2, 1-12), come ha suggerito don Luciano Andriolo. Gesù sceglie i luoghi ordinari. Però, una volta entrato, la casa non è più uno "spazio protetto" e nell'incontro con Dio diventa spazio aperto all'annuncio e all'evangelizzazione.
Beh! Certo Gesù diventa senz'altro un "ospite inquietante" se la sua presenza ti riempie la casa di gente e ti smantella il tetto.
Ma quanta profezia ci sarebbe in una famiglia così "disponibile"?
Le potenzialità all'accoglienza hanno tante dimensioni, che la sociologa Consuelo Corradi ha descritto, collocandole negli ambienti dell'appartamento: l'ospitalità del soggiorno dove si incontra l'alterità, la cura della preparazione e l'educazione simboleggiata dalla cucina e dal tavolo da pranzo, lo spazio dell'intimità dell'altro nella camera da letto.
Infine si portano via gli interrogativi di una vocazione tutta da costruire.
Questo è il risultato del confronto a tripla voce tra don Renzo Bonetti ed i coniugi Zattoni e Gillini, suona poi impegnativo il richiamo alla pari dignità, nella differenza, dei sacramenti dell'ordine e del matrimonio: "l'Ordine e il Matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all'edificazione del popolo di Dio" (1534 Catechismo Chiesa cattolica).


Rimane una sfida tratta dalle parole di don Renzo: Come diventare "da casa famiglia a casachiesa famiglia?
- Chi è chiamata a diventare la coppia con il matrimonio?
- Come attivare un percorso di contemplazione del sacramento?

Andrea
Commissione famiglia Aci Roma