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domenica 14 ottobre 2012

La Chiesa bella

"Una gioia sobria" ci ha detto Benedetto XVI nella serata dell'11 ottobre con parole, che gli sgorgavano dal cuore.

Abbiamo vissuto una bella festa: la preghiera, la fiaccolata, i canti, la memoria dello splendido discorso alla Luna di Giovanni XXIII

Per La chiesa bella del Concilio mi sono ritorvato lì,
nella piazza con tanti amici, con mia moglie, i miei figli e i miei genitori. Loro avevano già vissuto la fiaccolata di 50 anni fa per l'apertura del Concilio.
I miei figli potranno vivere le celebrazioni del centenario, pensavo, speravo.
Quel giorno, come i miei genitori l'altra sera, potranno dire:
"Io c'ero"
Così scorre la fede tra le generazioni,
anche questa è la Chiesa bella.

Andrea Casavecchia
Parrocchia Resurrezione NSGC


lunedì 10 ottobre 2011

L'abito nuziale

Sarà perchè negli ultimi 20 giorni si sono sposate quattro coppie di amici, ma mi sono sentito cucite addosso le parole del Vangelo di domenica sull'abito nuziale.
Ad una festa ci si veste bene. Ci si incontra di nuovo tutti eleganti.
Quasi sembriano altre persone... trasfigurati.
Habitus, in sociologia, è lo stile che contraddistingue, direbbe Bourdieu, è il nostro comportamento e quello che noi comunichiamo con la nostra presenza ed i nostri atteggiamenti.
Noi siamo chiamati a "vesitre bene".
Così mi sono chiesto come noi sposi riusciamo a comunicare la felicità della nostra "alleanza" alla comunità e come contaggiamo gli altri attraverso vivendo la gioia delle nozze, testimoni silenziosi ce ne sono.
Quest'anno l'attenzione proposta dall'Ac agli adulti ci chiede "Un passo oltre", a Roma lo presenteremo domenica prossima.
Penso che a noi sposi, "Un passo oltre" ci chieda di rispolverare l'abito nuziale, assaporando e di offrendo agli altri il vino buono di Cana, quello che riesce a trasfigurare e che riscalda la nostra alleanza.

Andrea Casavecchia
Vice presidente Adulti Ac
parrocchia Resurrezione NSGC


L'immagine è presa da qui


lunedì 12 settembre 2011

Oggi: dono e compito

Quest’anno per la prima volta ho partecipato al Campo Nazionale Adulti di Ac (dal 21 al 25 luglio a Nardò).
 Il tema è stato "L'oggi come dono e come compito"  e mi piace comunicarvi un'esperienza che ho vissuto nella pienezza della fraternità sotto tutti gli aspetti: spirituale, del confronto e della convivialità.
Ho riportato a Roma quell'entusiasmo che non brucia in poco tempo, ma l' entusiasmo che nasce dalla convinzione che siamo un'associazione che se pur dislocata in lungo e largo da Sondrio a Mazara del Vallo, vive un percorso di fede, ha il suo sguardo rivolto su Cristo Gesù, condivide gli stessi  ideali e va incontro all' altro che "oggi" ci è stato posto accanto per testimoniare la propria fede e per ricercare insieme qual' è il bene comune.

Nel nostro documento diocesano assembleare avevamo sottolineato degli obiettivi e in quei giorni al campo tutto mi sembrava si riferisse al percorso che abbiamo pensato per il prossimo triennio:

- Abbiamo parlato di formazione:  la volontà di diventare formatori di coscienze che è sì per i giovani, ma è anche per tutti quelli che "oggi" incontrandoli hanno perso fiducia e ai quali dobbiamo testimoniare e far vivere : oggi tocca a me – oggi tocca a noi. Non dobbiamo aver paura di sconfiggere l'ignoranza e non dobbiamo aver paura di testimoniare la speranza.

- Il nostro secondo obiettivo: la Centralità dello Spirito. É questo l'elemento che ci permetterà di seguire quel comando di Gesù:  Alzati, ti chiama.
Ci diceva S.E. Mons. D'Ambrosio arcivescovo di Lecce, commentando il brano di Marco 10, 46-52,  durante i vespri del sabato:  Gesù passa mentre noi siamo seduti sul marciapiede di Gèrico. Gesù passa e ci fa salire con Lui a Gerusalemme.  Coraggio alzati!
La Parola di Dio che si fa "oggi" ogni volta che l'ascoltiamo, ogni volta in cui siamo disposti con un cambiamento radicale a seguire Gesù fino in fondo...
 E se non ora quando? La capacità di riconoscere l’agire di Dio nella nostra vita per vivere la nostra storia come una storia di salvezza attraverso la capacità di immettere Amore dato e ricevuto. Saper interpretare con umiltà il nostro oggi  e sentire la responsabilità di essere quegli annunciatori di speranza che sapranno aiutare  e  far cambiare quello sguardo ansioso a volte rassegnato  e incapace di vedere il futuro che troppo spesso ricorre nella nostra società e tra i  giovani.

Tocca a noi: noi Adulti con il nostro  stile di vita e con quello  che sapremo vivere con e nelle nostre famiglie per aiutare gli altri a non perdere la ricchezza del tempo che abbiamo a disposizione e a viverlo come dono di Dio e come un cammino di salvezza.

- E poi quel nostro impegno del recuperare le relazioni per la Promozione dell' Associazione : in quei giorni al campo tutto parlava delle relazioni.
"L'oggi sono gli altri e il dono degli altri. La più grande speranza è la vita delle persone e l'incontro delle persone" diceva il Presidente Miano nell'introduzione iniziale.
Così io che faccio parte della commissione Promozione ho pensato a questo nostro obiettivo, all'intenzione che abbiamo di riallacciare, anche come Centro Diocesano, i  rapporti, le relazioni con gli altri, con gli associati innanzitutto, ma poi andare anche dove l'associazione non c'è per far scoprire che siamo una porzione del popolo di Dio.

Suor Diana Papa della comunità delle Clarisse ad Otranto, ci diceva che:
il Vangelo ci chiede di essere persone esperte in relazioni e quindi imparare a rimanere in relazione e levare la voce.

Grazie!!!!
 
 
Rosa Calabria 
Parrocchia di S. Ireneo
Vice presidente Adulti - Azione Cattolica di Roma

lunedì 7 febbraio 2011

Famiglia educa alla vita

«È proprio la bellezza e la forza dell’amore a dare pienezza di senso alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con riconoscenza alle tante famiglie che accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche, accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori che, con grande pazienza, accompagnano i figli adolescenti nella crescita umana e spirituale e li orientano con profonda tenerezza verso ciò che è giusto e buono. Ci piace sottolineare il contributo di quei nonni che, con abnegazione, si affiancano alle nuove generazioni educandole alla sapienza e aiutandole a discernere, alla luce della loro esperienza, ciò che conta davvero».

Troviamo queste parole nel Messaggio dei nostri Vescovi per la 33à giornata nazionale per la vita.

Ci sentiamo spesso soli.
Ci dicono che la solitudine è una delle malattie delle nostre società occidentali.
Si parla spesso di famiglie sofferenti e di famiglie in crisi.

Si dimentica altrettanto spesso di come la famiglia possa essere la culla delle relazioni umane, il luogo unico dove ognuno di noi impara ad incontrare l'altro ed impara ad essere sé stesso, il luogo dove impariamo a donarci e a riceverci in dono.

A partire da questa convinzione come Ac di Roma dedichiamo domenica 20 febbraio un incontro per metterci al servizio con e per le famiglie.
Una giornata rivolta a coppie sposate, a coppie di fidanzati e a persone che sono interessate ad una pastorale per le famiglie


Andrea Casavecchia
Vice-presidente
Settore Adulti di Roma

Immagine tratta da http://www.lacasasullaroccia.it/wp-content/uploads/2010/12/klimt_albero-della-vita.jpg

venerdì 12 novembre 2010

Crisi di coppia

«Per quanto ci si senta appassionatamente rivolti a chi si ama, l'amore non si realizza nel vuoto ma nel tempo, cioè nelle condizioni di trasformazione, di passaggio e di perdita materiale che gli anni, le fatiche, le consumazioni fisiche e psichiche innevitabilmente comportano».
Penso che dietro queste parole di Giovanni Casoli, scritte su "Matrimonio. Verità di una scelta", si possa scorgere una delle sfide a cui gli sposi sono chiamati a rispondere oggi.

Se n'è anche parlato durante l'incontro Adultinsieme, dell'Ac di Roma, quando i due relatori, don Giuseppe Redemagni, parroco a Corviale, e Marco Guzzi, scrittore e poeta, in modo diverso hanno sottolineato da una parte la grave crisi dell'istituzione matrimoniale. "Sono sempre di meno le persone che si sposano a Roma"; dall'altra parte l'esigenza di risignificare il matrimonio.

La sfida oggi è lì. Non riguarda la famiglia in generale, infondo guardando le statistiche, le famiglie si moltiplicano.
La sfida gira attorno alla coppia: incarnare l'amore nel tempo, nella storia con le fatiche e le contraddizioni... Infondo si tratta di seguire le orme di Gesù.
Viviamo in un tempo profetico, ci diceva Guzzi. I coniugi non hanno più il paravento della tradizione, né dei ruoli predeterminati.
I coniugi vivono la crisi di coppia come crisi di senso.
Chi risponde alla vocazione sponsale si "compromette nella storia", cercando di non farsi rinchiudere nei legami vecchi. Gli sposi hanno bisogno di tornare sempre otri nuovi, solo rinnovandosi continuamente in una relazione di amore che, se lasciata fecondare da Gesù, non sarà mai stantia, sarà sempre "vino nuovo".
Andrea
Parrocchia di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

lunedì 17 maggio 2010

Ac con la famiglia

Il percorso assembleare dell'Ac di Roma è ormai avviato.
Nelle parrocchie iniziamo a confrontarci sul nostro futuro: nuove responsabilità, alcune conferme, come servire meglio la nostra comunità parrocchiale...
Nello schema del documento diocesano, che si trova qui sono evidenziati 3 obiettivi che riguardano direttamente la famiglia.

Li postiamo seguiti da domande con l'intenzione di raccolgiere nuove indicazioni per migliorare quel che c'è e chiarirci le idee con nuovi suggerimenti e approfondimenti.

1) Sostenere la genitorialità nella sfida educiativa
Oggi la nostra associazione è un sostegno alle responsabilità educative familiari? Come possiamo migliorare e far crescere i rapporti tra i diversi responsabili educativi ed i genitori?

2) Sostenere la relazione matrimoniale come educazione continua alla fede
Vorremmo approfondire il senso del sacramento matrimoniale e la sua specifica vocazione. Gli sposi sono chiamati ad educarsi reciprocamente alla fede.
Le porposte associative li stimolano a crescere nella consapevolezza della loro scelta o i nostri percorsi sono schiacciati sulla dimensione individuale?


3) Promuovere una maggiore attenzione pastorale all'accoglienza delle famiglie nella comunità cristiana e nelle iniziative associative
Ci proponiamo di attivare la nostra fantasia per riuscire a coinvolgere di più. Le famiglie spesso rimangono ai margini della pastorale sia per i problemi legati allo stress dei tempi di vita e di lavoro, sia per poca attenzione nelle attività pastorali ed associative alle loro esigenze. Come dovrebbero essere spazi pastorali a "dimensione di famiglia"?