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lunedì 27 dicembre 2010

Accogliere i bambini

Il Natale è anche occasione per riflettere sull’accoglienza di ogni bambino.
Come noi, celebrando la venuta di Gesù, accogliamo il Dio bambino tra noi, siamo chiamati ad accogliere le nuove vite che ci vengono donate. Tutti, ma in particolare i genitori.
Genitori “come Maria” e genitori “come Giuseppe”, mi verrebbe da dire, quando accogliamo i figli “biologici” e quando accogliamo quelli “adottivi”. Stupende esperienze, ma che a volte trovano ostacoli.
Tra le tante, mi colpisce in questi giorni la notizia che riguarda Haiti.
Su un articolo pubblicato da Avvenire si legge che in quel paese distrutto dal terremoto e adesso colpito da un'epidemia di colera le adozioni siano state bloccate e un pensiero va a quei bambini che non hanno più i loro genitori


Fabio

parrocchia di Nostra Signora di Coromoto



giovedì 21 ottobre 2010

Degli sposi rigenerati

È veramente originale incontrare degli sposi rigenerati.
Gente che conosci da tempo, con loro sei cresciuto e hai condiviso esperienze, e parte di un cammino di fede, hai notato le loro gioie e hai potuto intercettare le loro sofferenze.

Poi li rincontri dopo qualche tempo, stanchi e felici, con due bambini che li chiamano mamma e papà. E vedi come due belle persone si trasformano in due persone luminose.

Hanno rischiato, mescolando le carte della loro routine quotidiana, iniziando un percorso lungo ed incerto, come quello per tutte le coppie che vogliono adottare.
Hanno sopportato lunghezze burocratiche, colloqui con psicologi e assistenti sociali che giustamente mettono alla prova per testare, se quella coppia potrà veramente essere accogliente e paziente. Sono partiti per mesi, vivendo in un altro Paese, con altre tradizioni, con una diversa cultura. Hanno sostenuto le spese di un viaggio senza alcun contributo economico (a parte le possibili deduzioni fiscali, che naturalmente sono a posteriori).
E hanno incontrato due bellissimi bambini che hanno voluto conoscerli fino in fondo, spremendoli fino all’osso. Anche loro volevano capire se potevano fidarsi di quegli adulti sconosciuti. Pur sapendo che quella coppia davanti a loro era l'ultima spiaggia, perché ad una certa età i bambini non li vogliono in molti. Solo gli italiani sono disponibili, mi ha detto uno dei nuovi genitori.
E così sono stato anche orgoglioso del mio Paese, altro che celebrazioni per i 150 anni della breccia di Porta Pia . Un buco lo sanno fare tutti.
Imparare a donarsi agli altri, iniziare una vita di coppia nuova con due bimbi da educare e da amare è veramente una impresa che fa la storia.






mercoledì 2 dicembre 2009

Sterilità feconda: un cammino di grazia




“Signore perché proprio a noi?” Questa è la domanda che scaturisce dal cuore dei coniugi che si trovano a dover affrontare il problema della sterilità. “Dove sono i figli che Dio vuole donarci?” In una società in cui il figlio è un diritto, la sterilità diventa un male incurabile…Marco Griffini (genitore adottivo e fondatore insieme con la moglie Irene Bertuzzi di Ai.Bi., Associazione Amici dei Bambini, di cui è ancora oggi presidente) in questo testo rivoluziona il pensiero comune e ci apre gli occhi per farci vedere in modo del tutto diverso la sterilità. A partire dal racconto di storie di vita vissuta e da riflessioni su alcuni personaggi biblici (Sara, Rachele, Anna), l’autore ci guida alla riscoperta della sterilità che diventa fecondità attraverso la Grazia.
Infatti, soltanto quando gli sposi si rendono conto che è proprio attraverso il dono della sterilità che sono chiamati a vivere la loro fecondità, la sterilità diventa Grazia, e i coniugi si sentono chiamati da Dio a collaborare alla realizzazione della creazione attraverso l’adozione. Le coppie sterili sono chiamate ad accogliere la vita di chi, essendo già nato, sta sperando di rinascere a nuova vita per diventare finalmente un figlio amato, per essere salvato dall’abbandono. Attraverso l’adozione si riesce a vivere una diversa forma di fecondità che sfocia nell’accoglienza di un bambino destinato dalla Provvidenza "proprio a noi".

Daniela